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Giochi all’aperto

Tempo di lettura: 4 minuti

I giochi all’aperto dall’antichità ad oggi. Tante curiosità sulle origini e gli svariati utilizzi. Dalla Grecia alla Cina, dalla Francia all’Italia, fino all’India e Bolivia. Scopriamo insieme quali erano i giochi nel XVII secolo che utilizziamo ancora oggi.

Il cerchio

Chiamato “trochus” dai Greci, il cerchio è raccomandato da Ippocrate, padre della medicina, nel suo trattato sul regime di vita.
Presso i Romani è di ferro, munito di raggi, ai quali sono attaccati piccoli sonagli. È spinto con una bacchetta di legno o di ferro.

Sono numerosi i dipinti sui vasi di terracotta, raffiguranti un giocatore di cerchio. Ma soprattutto nel secolo XIX raggiunse il maggior successo. Quasi sempre di legno curvato aveva dimensioni diverse e veniva fatto correre per mezzo di una bacchetta chiamata battarello.

Sempre nel secolo scorso ebbe grande diffusione il gioco dei cerchietti o gioco di grazia.
Giocato soprattutto dalle bambine, un cerchietto di bambù doveva essere lanciato per mezzo di due bastoncini e la compagna doveva riprenderlo al volo.

Nel nostro secolo i cerchi e i cerchietti entrarono nel dimenticatoio fino alla comparsa negli anni ’50 dell’hoola hoop (cerchio di plastica da far girare intorno al corpo).

L’aquilone

Per tradizione d’origine cinese, l’aneddotica riferisce che il generale Han-Sui (206 a. C.), volendo assediare una città per mezzo di una galleria sotterranea, fece fabbricare un aquilone per valutare la distanza fra il suo accampamento e il palazzo Wai-Yang-Kong.
Da allora l’aquilone, o cervo volante, è in Cina uno sport nazionale.
Le sue forme sono svariatissime, dai molteplici colori: dragoni (talvolta di parecchi metri di lunghezza), uccelli, animali.

Nel XVIII secolo Franklin e Romas dimostrarono la relazione fra il fulmine e l’elettricità, grazie all’aquilone. Servì a calcolare la velocità del vento e il suo orientamento.

L’armatura, che tradizionalmente era di legno, è stata ora sostituita da bacchette d’alluminio molto leggere, con tele colorate e decorate di cotone, nylon, seta oppure di plastica.

Trottola, paleo, girlo

Le origini della trottola risalgono all’antico Egitto. In quei tempi era di legno o di vetro, di colore turchese. Se ne sono reperite già nell’antica Tebe (1250 a.C.).
I Greci la chiamavano “Strobilon”,”Strombon” o “Bembis”, i Latini “Turbo”.
La forma classica delle trottole è quella della pera rivoltata. Sono di legno pieno, attraversate da un chiodo. In Asia invece ci sono trottole dette di Giava, piatte come un disco.

Rotonda o piatta, in tutti i casi si tratta di un oggetto che, ricevuto un impulso, può girare su una punta. La trottola senza punta metallica si chiama paleo e ve ne sono altre riservate alle bambine.
Nel XVIII secolo compaiono le trottole musicali. Sono cave, bucate; i buchi emettono fischi dovuti all’aria quando sono in movimento.

Il girlo è un dado cubico o esagonale con al centro uno stecco. Era già conosciuto nella Roma antica e successivamente nel Medioevo. Nel XVIII secolo il dado era numerato da 1 a 6 e serviva da gioco d’azzardo. In questo periodo, i girli erano di legno, d’avorio, di osso o di metallo.
L’era industriale porterà trottole dette “giroscopiche”, azionate dalla messa in moto di un volano d’inerzia, in piombo, che permette la posizione d’equilibrio (Monorail de Brennan).

Furono numerosi i giochi all’aperto inventati sul movimento della trottola. Fra essi, il più conosciuto la trottola detta “olandese”. Appare fin dal XVII secolo sotto forma di trottola “Reale”.
È una lussuosa tavola dotata di bordi. Sul ripiano della tavola sono disposte delle figure di bronzo, le quali aprono la via a un percorso che la trottola, lanciata a un’estremità della tavola, effettuerà con l’aiuto di una corda. Una parte del gioco consiste nel far cadere i birilli di legno disposti sul percorso.

Questo gioco si democratizzerà e lo si ritroverà in tutto il Nord Europa (Francia, Belgio, Germania, Olanda), attrazione principale dei chiostri per bibite, all’inizio del XX secolo.

L’altalena

Simboleggia il desiderio di raggiungere il cielo e per un lungo periodo ha fatto parte delle feste rituali (India, Bolivia, ecc.). Amata in ogni tempo, fa da scenografia alle scene galanti classiche del XVIII e del XIX secolo.
All’inizio del XX secolo invade i giardini pubblici; e alcune, grandissime e con varianti, sono utilizzate nei Luna Park.

Palle e palloni

Le prime palle furono probabilmente pietre o ciotoli levigati e smussati e potevano essere usate per la caccia.
Già conosciuta nell’antico Egitto (un affresco raffigura due fanciulle che gettano la palla), Omero ne parla nell’Odissea, e gli Ateniesi ai tempi di Alessandro Magno eressero una statua a un giocatore di palla.

I giochi all’aperto con la palla nella Francia del XVII secolo suscitavano un tale entusiasmo da procurare il più delle volte ferite e risse tra i giocatori e gli spettatori.
Tutte le civiltà quindi hanno prodotto palle. Furono fabbricate con papiro, paglia intrecciata, pietra, marmo, legno, terracotta, cuoio, stoffa e più tardi in ferro, celluloide, gomma e plastica.

Un grandissimo numero di giochi utilizza la palla o il pallone: football, handball, basket, rugby, golf, (di origini anglosassoni):
– tennis, ping-pong (di origine cinese).
– pallacorda, antenata dello squash attuale, molto in voga nel XVIII secolo in Francia, simile alla pelota basca.
– gioco dei birilli: gioco del XVIII secolo, che utilizza nove birilli e una palla, e che consiste nell’abbattere il maggior numero di birilli in una sola volta. Rappresenta l’antenato del “Bowling” americano.
– gioco delle bocce: bocce lionesi di legno, ricoperte di chiodi. L’attuale “Pétanque”, praticata soprattutto nel Sud-Est della Francia, si gioca con bocce fabbricate in acciaio. Il gioco consiste nell’avvicinarsi il più possibile, con la propria boccia, alla piccola boccia che funge da bersaglio, detta pallino.

– gioco del biliardo: si gioca su un tavolo rivestito di un tappeto.
Il biliardo sembra fare la sua comparsa alla fine del XVIII secolo, la sua espansione risale alla metà del XIX secolo. È il
luogo classico dove ci si ritrovava, nella sala interna dei caffè.
Il biliardo francese si gioca con tre biglie, una rossa e due bianche; il gioco consiste, nella sua forma più semplice, nel toccare con la biglia bianca le altre due. È un gioco di accorta abilità.
Altro biliardo, l’americano; si gioca soprattutto negli Stati Uniti con biglie numerate che si devono far entrare nelle buche.
– gioco del “croquet”: gioco all’aperto da giardino che utilizza dei martelli di legno, con i quali si spingono le palle su un percorso tracciato.
– gioco delle biglie: caro agli scolari, appare in Europa alla fine del XIX secolo. Le biglie erano generalmente vendute in sacchetti di rete, da venditori ambulanti all’uscita delle scuole. Di terracotta, vetro o plastica, dai due ai cinque centimetri di diametro, avevano impressa talvolta l’immagine di personaggi sportivi.

La corda per saltare

Mondo o compana, il gioco della cavallina, la corda per saltare nominiamo questi giochi solo a titolo informativo. Si giocano individualmente o in gruppo ed esistevano già presso i Greci e i Romani.
Richiedono materiale di poca spesa e appartengono ai giochi di movimento che favoriscono le capacità motorie.

 

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