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Giochi da tavolo: la storia e il suo fascino

Tempo di lettura: 4 minuti

Scopriamo insieme le origini dei giochi da tavolo, con cui ognuno di noi almeno una volta nella vita ci ha giocato o ci gioca ancora oggi.

Gli scacchi

Sembra che le loro origini risalgano al VI secolo in India. Questo gioco è dunque relativamente recente: in India aveva il nome di “Chaturanga”.
I Mori lo introdussero in Spagna e da qui si diffuse nel resto dell’Europa. Nel XII secolo in Inghilterra fu colpito dalla scomunica. Nel XV secolo William Caxton scrisse la prima opera sull’argomento: The game of Chess.
Con gli anni poi il gioco acquistò prestigio: Napoleone I fu un giocatore accanito.

Il primo torneo internazionale si svolse a Londra nel 1851 e il suo organizzatore, il giocatore Howard Staunton, disegnò nel 1843 la scacchiera standard attualmente utilizzata.

La dama

Inventata verso l’anno 1000 d.C., probabilmente nel Sud della Francia.
Nel 1243 La Chronique di Philippe Mouskes parla di “Fierges”: gioco degli scacchi che utilizza pedine del “Backgammon”.

A partire dal 1535 si aveva l’obbligo di “mangiare”, altrimenti il pezzo era detto “soffiato”. Questo gioco da volo detto “forzato” è sempre in uso.

Il gioco delle carte

Le origini sono incerte, Medio Oriente o Estremo Oriente.
Sembra tuttavia che ci sia stata concorrenza fra i fabbricanti di giochi delle carte, fin dal XV secolo.

I viaggi e l’incremento del commercio europeo favoriscono la diffusione dei giochi delle carte in tutta Europa sino al XIV secolo. Nel 1454 un gioco costava carissimo.
Le carte più diffuse nel mondo oggi sono quelle a semi francesi (cuori, quadri, fiori, picche); in Italia e Spagna sono diffuse carte con ori, coppe, bastoni e spade.

I giochi di carte più diffusi sono di tipo internazionale o nazionale: tra i primi bridge, poker e canasta, fra i giochi nazionali in Italia scopa, briscola e tresette, in Germania skat, in Inghilterra cribbage.

Il Tric Traco “BACKGAMMON”

Questo gioco da tavolo avrebbe avuto origine in Persia all’epoca della dinastia dei Sassanidi (226-241 d.C.). I Greci lo chiamarono “tavole” (VI secolo d.C.) o anche “gioco delle tavole”.
È nel XVIII secolo che questo gioco, che viene abitualmente giocato su tavole, fu chiamato in Inghilterra e negli Stati Uniti mentre è detto “Backgammon” nome con cui il gioco è comunque conosciuto in quasi tutto il mondo, compresa l’Italia. E “Tric
Trac” in Francia e in Italia, “Pavli” in Medio Oriente.

Il solitario

È un gioco di pazienza che si gioca da soli, praticato e studiato dal filosofo tedesco Leibniz che ne parla già nel 1716.
Il solitario è sempre fabbricato e in uso.

La tombola

Gioco da tavolo che proviene dal gioco della lotteria. Le origini sono sicuramente italiane, ma venne poi giocato in tutte le corti europee. Si democratizzò in seguito alla creazione, nel 1776, della “Lotteria Reale”, antenata della Lotteria Nazionale e dell’attuale tombola.

Nel XIX secolo era ormai divenuta molto popolare. Le tombole erano vendute dagli ambulanti e nelle cartolerie in povere o lussuose scatole che contenevano il tabellone, le cartelle, le novanta palline e un sacchetto.
Per segnare si usavano in passato soprattutto fagioli, chicchi di granturco, sassolini, mentre ora il numero estratto viene evidenziato abbassando con il polpastrello una piccolissima schermatura.

I premi sono vari, dai piccoli giocattoli (i cosiddetti penny toys), a somme di denaro.
Si trovano in commercio alcune varianti della classica tombola, i cui numeri sono sostituiti da svariati simboli, come fiori, animali, colori, nozioni geografiche, ecc.

La tombola, abbandonata dai bambini, continua a essere molto apprezzata dagli adulti.

Il gioco dell’oca

Ha origine a Firenze sotto Francesco de’ Medici (1574-1587), che ne aveva offerto un esemplare a Filippo II di Spagna, e da qui si diffuse molto velocemente nel resto dell’Europa data la semplicità del gioco dell’oca.
È un gioco che si svolge su un percorso, interrotto dalle più svariate avventure, con pedine che si spostano secondo il risultato del lancio di dadi.

Alcune tavole sono di legno magnificamente inciso, ravvivate da diversi colori, altre sono più semplicemente in carta stampata.
Il gioco dell’oca si chiama così semplicemente perché durante il percorso si ripete parecchie volte l’immagine di questo animale.
Con il tempo, accanto al modello tradizionale, ritroviamo percorsi con con avventure storiche (grandi battaglie, gesta di uomini famosi) o sportive (gare automobilistiche, corse ciclistiche).

I giochi da tavolo di pazienza

Salvo i grandi giochi classici, come i “solitari”, una nuova generazione di giochi appare alla metà del XIX secolo.
Si tratta di una trentina di giochi da tavolo di piccolo formato, da giocarsi con o senza partner, che vengono riuniti in scatole di legno e che recano il nome di “Scatola di giochi di società”.

Queste scatole di giochi, già sul mercato verso il 1830, furono vendute poi nei grandi magazzini; la loro fabbricazione durò sino al 1950.
I giochi principali che contengono sono:
– il gioco della pulce, firmato J.F. – Parigi;
– le bacchette magiche, firmato M.D. (Mauclair-Decier);
– il piccolo giocoliere, M.D.;
– il gioco del trifoglio, marca NK.;
– sveglia, marca NK.;
– il candelabro infernale, marca SG Parigi, e
molti altri giochi da tavolo.

Il rompicapo o puzzle è invece costruito da un insieme di tasselli, anticamente a forma di rombo o quadrato, poi a forma ameboidale. Erano generalmente in legno o in cartone e i vari pezzi riuniti permettono di ricostruire una scena secondo il modello prescelto.

Il più recente dei rompicapi commercializzati è stato, verso il 1970, il Cubo magico, o cubo di Rubik il quale ha riscosso un immenso successo. Il gioco consiste in un cubo le cui sfaccettature hanno diversi colori che alla fine del gioco devono essere
uniformate su ogni faccia del cubo.

Lo Shangai

È un gioco di destrezza. La denominazione francese “jonchet” deriva dal termine latino “iuncus”, che significa bastoncino.
Un mazzo di bastoncini di colore diverso deve essere lasciato cadere su un piano, e i giocatori dovranno togliere il maggior numero possibile di steccolini senza muovere gli altri e dando la preferenza ai colori che vengono considerati più preziosi.

 

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