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I dinosauri rendono i bambini intelligenti

Tempo di lettura: 2 minuti

Fin dalla prima infanzia i protagonisti delle nostre storie o dei nostri giochi sono spesso gli animali. Fra questi, ce ne sono alcuni che sono estinti da milioni di anni, ma che continuano a vivere nei cuori dei bambini: i dinosauri.

Secondo uno studio del 2008 il forte interesse per i lucertoloni preistorici (come d’altronde qualunque altra passione intensa) favorirebbe lo sviluppo cognitivo dei bambini, aiutandoli a sviluppare una maggiore capacità di pensiero complesso, migliori capacità di attenzione e di elaborazione delle informazioni, migliori capacità linguistiche e di pensiero creativo. A tutto beneficio della loro intelligenza.

I “Giganti della Preistoria” sono infatti in grado di affascinare e appassionare soprattutto i bambini piccoli (dai 2 ai 6 anni), fino al punto da diventare quasi un’ossessione per circa un bambino su tre, che arriva a conoscerne a memoria nomi, caratteristiche, alimentazione.

Una passione così particolare, da non poter essere ignorata dalla scienza. Dagli studi svolti, è di fatto emerso un impatto positivo sullo sviluppo cognitivo dei bambini che nutrono un interesse così profondo verso qualcosa, in particolar modo verso i dinosauri.

Quando un bambino gioca con animali estinti, si relaziona a figure assenti nella sua quotidianità. Ha, dunque, bisogno di reperire informazioni attraverso una ricerca attiva e approfondita. Di conseguenza, è invogliato a leggere (o farsi leggere) di più sull’argomento, a porsi domande, stimolando la propria curiosità e immaginazione. Questi comportamenti permettono di sviluppare un’intelligenza superiore alla media.

Avere la passione per i dinosauri, dunque, ci rende più intelligenti.

Un bambino che ha un grande attaccamento verso i dinosauri, dicono gli esperti, non va dunque ostacolato, anche quando sembra possa diventare una vera e propria fissazione. Al contrario, va incoraggiato attraverso un supporto concreto.

In che modo?

Ad esempio con la visita a musei dedicati, la consultazione di libri, la visione di film o l’utilizzo di giochi interattivi.

In questo la famiglia svolge un ruolo fondamentale. Gli esperti dell’infanzia hanno infatti notato un drastico calo d’interesse quando i bambini cominciano la scuola. È facile ipotizzare come questo fenomeno sia dovuto al fatto che la scuola non lasci molto spazio ai bambini per esprimere la propria creatività e fantasia. È dunque compito dei genitori agire parallelamente per far sì che le fiamme che alimentano le passioni dei propri figli non si spengano.

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