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Metodo Steiner, l’importanza dell’arte e delle emozioni

Tempo di lettura: 4 minuti

Il metodo Steiner nella sua accezione pedagogica trae spunto dalla pedagogia Waldorf. Si tratta di un metodo educativo oggi adottato ufficialmente in circa trenta scuole in Italia. Riguarda un approccio basato sull’antropologia evolutiva e affronta l’educazione in cicli di sette anni. L’arte è una componente fondamentale della conoscenza. E’ un filtro emozionale imprescindibile per forgiare empatia e solidarietà.

Il metodo Steiner a scuola

Il metodo Steiner guarda all’evoluzione del bambino. Questo significa che si abbandona il ruolo canonico dell’insegnante come trasmettitore di nozioni. Per questa ragione il metodo steineiriano valorizza le materie artistiche, creative e artigianali. Qui gli aspetti espressivi del bambino godono di notevole importanza. Infatti lo studio dell’arte si accompagna all’insegnamento delle materie classiche. Steiner riteneva che i bambini dovessero sperimentare il contatto con il mondo attraverso il filtro della fantasia. Questa prerogativa è alla base della differenza che intercorre con la pedagogia montessoriana.

Nelle scuole steineriane i bambini non svolgono attività didattiche basate sull’apprendimento della scrittura o della lettura. Fino ai sette anni vengono stimolate le abilità fisiche e il corpo. Il metodo Steiner suddivide il sistema pedagogico in tre fasi corrispondenti a diversi cicli di crescita.

Nel primo ciclo da zero a sette anni il bambino sviluppa tre facoltà. La posizione eretta e la capacità di camminare, le parole e l’espressione di se’.
Da sette a 14 anni sviluppa l’emozione e i sentimenti che si esprimono attraverso l’arte.
Infine dai 14 ai 21 anni il ragazzo sviluppa pensiero astratto e capacità di giudizio autonoma.
Sulla scorta di queste suddivisioni il metodo Steiner ha fondato l’approccio pedagogico. Lo scopo è quello di sviluppare e accrescere le abilità di ogni bambino.

I principi del metodo Waldorf

Nel primo ciclo o settennio i bambini sono accolti nei “giardini di infanzia”. Ovvero in una atmosfera calda e familiare, con stimoli tesi a far esprimere fantasia e creatività al bambino. Si predilige l’utilizzo di materiali semplici e oggetti di uso comune. Qui l’esplorazione del mondo avviene per imitazione ed è supportata dal movimento.

Nel secondo settennato invece il bambino frequenta la scuola vera e propria. Le classi sono suddivise e si aprono i cicli di apprendimento che vanno dal primo all’ottavo anno. I programmi educativi sono basati sul ritmo e l’arte. L’insegnamento è veicolato da un solo insegnante, meglio noto come maestro di classe.

Questa figura accompagna i discenti dall’infanzia fino all’inizio della pubertà. Infine nell’ultimo settennio i ragazzi studiano materie tradizionali affiancate dall’economia. Oltre che dalla topografia, dall’agricoltura ed altre materie simili. Tutto è finalizzato ad accrescere l’interesse del ragazzo nei confronti dell’ambiente e del mondo circostante.

Educazione steineriana

Nei primi anni di vita e fino al settimo anno, le forze del bambino sono assorbite dalla formazione del corpo. Non solo degli organi interni ma anche della acquisizione della parola e capacità motorie. Si tratta di capacità espresse per imitazione delle forme circostanti. Per questa ragione nel metodo Steiner la cura dell’ambiente circostante è fondamentale. Così come lo sono la gestualità dell’adulto e le parole che vengono pronunciate. Il movimento domina l’attività del bambino.

Al settimo anno alla crescita fisica si affianca quella psichica e qui entra in gioco l’insegnamento scolastico. In questa fase evolutiva si va formando il sistema ritmico del bambino. Infatti per il filosofo è attraverso la facoltà del sentire dell’anima che si apprende. Il rapporto fra anime è alla base del legame con gli adulti e questo sentimento è legato all’esercizio dell’arte. Vivere e apprendere attraverso la sfera del sentire è il mantra nel metodo Steiner.

A questo punto il ragazzo è in grado di sviluppare un pensiero indipendente. Quindi è possibile agire attraverso la logica e la dimostrazione. L’esperienza del bambino nella seconda fase attiene all’estetica e al bello. L’anima esplora con interesse ed entusiasmo e il maestro guida questo sentire e lo aiuta a sperimentare i picchi dei sentimenti.

L’importanza delle emozioni

Il metodo Steiner indica che si comprende con i sentimenti. Infatti le emozioni sono artefici di una vasta gamma di operazioni cognitive. La logica della mente emozionale è associativa, crea simboli, metafore, similitudini, parabole. Soprattutto immagini, quindi si avvale del linguaggio proprio dell’arte, delle favole, della mitologia, del rito.

Se non coinvolgiamo il sentire e il volere nella conoscenza e nell’educazione creiamo insensibilità. È l’emozione che ci infiamma e ci conduce all’azione. Per il filosofo il sentire è la parte centrale che può armonizzare i due estremi dell’uomo. Se parliamo di un agire non educato allora cadrà nell’impulso. Mentre un pensare astratto ci renderà insensibili ed immobili.

Attraverso i sensi il corpo entra in contatto con il mondo. Sono le esperienze sensoriali che penetrano nell’anima e accendono le sensazioni. Parliamo quindi di esperienze dell’interiorità, che appartengono solo a chi le vive. E grazie a queste sensazioni prendono vita le emozioni, i sentimenti, i ricordi.

L’arte nel metodo steiner

“Le arti sono un mezzo di apprendimento e costituiscono un tramite all’insegnamento”. Così scriveva Rudolf Steiner per descrivere l’importanza affidata all’arte nel metodo pedagogico. L’arte è stata da sempre uno strumento di grande espressività e comunicazione. Nel metodo Steiner l’elemento artistico forma l’uomo sano e libero. Lo rende capace di partecipare alla vita attiva, sia quella della società che quella interiore.

Attraverso la pittura, il disegno e il modellaggio il bambino sarà capace di esprimere tutto se stesso. Ma anche di filtrare il mondo che lo circonda. Infatti nella pedagogia steineriana l’arte è anche intesa come apprendimento di forme e colori. E utile per educare i bambini all’armonia del bello.
Infatti la sua teoria cromatica divide le sfumature tra colori immagine (bianco, nero, fior di pesco, verde). Queste riflettono l’essenza delle cose. Poi si aggiungono i colori splendore (giallo, rosso, azzurro) che indicano la parte esterna delle cose.
L’accostamento dei colori porta il bambino ad associare emozioni e cromie. Così il rosso rappresenterà la forza, l’azzurro la tranquillità e il verde la vitalità, fra gli altri.

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