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Bambole di carta – Giochi di trasformazioni

Tempo di lettura: 2 minuti

Le bambole di carta sono giochi di trasformazioni fabbricati intorno agli anni 1700 e 1800.

Questi giochi di carte necessitavano, per forza di cose, di ritagli e piegature. L’impiego più sorprendente della carta ritagliata fu la creazione delle ombre cinesi. Popolarissime fin dall’XI secolo in Cina, con spettacoli per l’Imperatore, non si conoscono con esattezza le loro origini.

Le figurine di Giava, marionette artisticamente ritagliate e traforate, servono agli spettacoli del teatro delle ombre.
I Turchi ne fabbricarono di simili. Arrivate in Europa all’inizio del XVIII secolo, avevano un aspetto caricaturale.

La leggenda narra che un controllore delle finanze, chiamato “Silhouette“, alquanto drastico, fu messo in ridicolo con la caricatura del suo profilo ritagliato. Da allora il suo nome è restato legato a questa pratica. Ma è Dominique Séraphin che nel 1772 rende popolare lo spettacolo con le silhouette nei Giardini dell’Hôtel di Lannon, a Versailles.

Al settore del ritaglio appartengono anche i diorami di carta, alcuni possono essere animati con apparente movimento per mezzo di un meccanismo a orologeria, altri invece utilizzano un imbuto con sabbia che, colando, permette la messa
in moto di sistemi di rotazione di carta, che azionano le figurine.

Nel XIX secolo questi quadri animati fecero furore. Altre animazioni di carta, che ricordano i libri/gioco, sono i “peep-show”.
Si tratta di diorami, montati su piani diversi come una fisarmonica che, spiegata, dà la sensazione della prospettiva e della profondità.
I più antichi di nostra conoscenza furono quelli del “Teatro dei
bambini” di Engelbrecht (Germania, 1730 ca).
Rappresentano un vero teatro con personaggi, palcoscenico, sostegni, fondali, sui temi più disparati: combattimenti, caccia a cavallo, arca di Noè, o rappresentazioni di scene sacre come i presepi, ecc.

Ecco i titoli di altri diorami famosi:

  • Coronation of his Majesty Georges IV, 19 luglio 1821 Londra, William Sims, 1822;
  • Place Vendôme, Parigi, Jean Bin, 1835;
  • Übergangüber den Bolken” (La marcia sui Balcani) Norimberga, Endler, 1833.

Le bambole di carta

L’impiego principale da raggiungere nell’abbastanza facile tecnica del ritaglio rimane sicuramente quello educativo.
Bambole di carta stampata su fogli venivano ritagliate, vestite, coccolate da premurose bambine.

Questi fogli venivano anche usati dai sarti famosi come veicolo pubblicitario per le nuove collezioni.
Gli abiti erano completi di accessori, corredi perfetti per ogni esigenza mondana, e le bambole avevano sembianze adulte.

Il più delle volte oltre alla bambola-donna veniva rappresentata la famiglia nel suo insieme, e gli ambienti in cui viveva.
Di basso costo e di facile diffusione, raggiunsero un crescente successo nel XIX secolo.
Solo intorno al 1930 circa le bambole da ritagliare assumono un aspetto che appare più teneramente infantile.

E mentre le bambine si sbizzarrivano con bambole, mobilio e vestitini, i maschietti invece potevano contare su oggetti diversi molto più alla loro portata: auto, aerei o soldatini, come già precedentemente accennato.

Tra le ditte produttrici di fogli da ritagliare ricordiamo la francese Pellarin d’Epinal, la germanica Schreiber, le ita-
liane Abbiati, Cartoccino e Carroccio.
Fino al 1950 circa, questi giochi molto spesso erano allegati alle pubblicazioni infantili.

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